DISCLAIMER

E' molto importante che ogni singolo visitatore abbia ben chiaro che tutto quello scritto in questo blog riflette la mia personale esperienza. Tutto quello che viene pubblicato vuole essere solo una narrazione dalla quale ognuno può carpire alcune informazioni utili alla propria esperienza, ma NON garantiscono nessun successo, né che gli eventi accadono con le medesime modalità e successione con il quale si sono presentati al sottoscritto. Tutti i consigli forniti sono relativi al mio trascorso personale, questo non significa che la realtà sia necessariamente come da me descritta, nè tantomeno che troviate le stesse difficoltà/opportunità da me incontrate. Enjoy your reading!

martedì 26 aprile 2011

Getting there -Ci vorrebbe la borsa di Mary Poppins-

Rieccomi qua a raccontarvi la mia esperienza con il quale potrete ricavare qualche consiglio, spero.

Allora. Abbiamo parlato degli aereoporti e di come scegliere il volo con cui partire. Ora è il momento di vedere cosa portare con sè in questa avventura.

Personalmente arrivai a Londra con l'equivalente di una 30ina di chili di roba, non tutta utile, non tutta indispensabile, ma molte delle cose che ho portato sono ancora con me tutti i giorni. Ma veniamo alla top 7 delle cose utili. Ovviamente in ordine sparso.

1. Il PC portatile.
Sebbene per molti possa essere considerato un "rischio" mettere in valigia il proprio portatile (sempre che si possegga) è il migliore investimento che possiate fare. Il 90% delle informazioni oramai sono in rete e praticamente tutte le case, ostelli e luoghi pubblici possiedono una connessione wi-fi. Da qui un importantissimo corollario: il vostro PC dev'essere dotato di hardware wireless. Vi renderà il tutto molto più semplice, dal cercare una casa (tramite gli appositi siti e agenzie) al trovare indirizzi, passando per la ricerca di un lavoro. Inoltre installando gli opportuni programmi (ad esempio Skype), potrete tenervi in contatto con i vostri affetti senza spendere troppo. E, cosa da non trascurare, potrebbe essere una buona fonte di svago per il primo periodo in cui i soldi scarseggiano e non potrete uscire spesso.

In alternativa, ma solo per l'importanza che una connessione wireless ricopre a Londra, si può optare per uno smartphone SOLO se dotato di wi-fi, altrimenti questo sì è un rischio portarlo in giro.

2. Il telefonino da "battaglia".
E' inutile all'inizio dotarsi di cellulari troppo costosi e moderni, anzi alle volte è più un rischio che altro (a meno che non siate sprovvisti di un PC portatile ed abbiate il wireless, ovvio). Io consiglio di riciclare un buon telefonino abbastanza basic ma con lunga durata della batteria, poco appariscente e quindi di poco interesse per eventuali male intenzionati. Una interessante alternativa sono i telefonini con il doppio alloggiamento per la SIM, ma solo nel caso lo abbiate già in casa.

3. La ciabatta "modificata".
Il vero dramma londinese sono le prese elettriche. Per chi non lo sapesse sono fatte in modo diverso e per utilizzarle è necessario un adattatore, spesso molto costoso e con la possiblità di collegare un solo elettrodomestico per volta. Nel mio caso risolsi il problema con un buon elettricista il quale trovò in magazzino una presa inglese e, tramite una semplicissima operazione, la sostituì alla presa di una ciabatta. In questo modo risparmiai almeno 10 € sull'adattatore singolo portando a casa una ciabatta a 4 prese, che ancora adesso è invidiata da molti amici qui a Londra. Non è necessaria, ma sicuramente è utile.

4. Le scarpe nere.
Ebbene sì, in Inghilterra amano le scarpe da lavoro nere (eccezion fatta nel caso vogliate fare un lavoro più manuale.) ed un buon "investimento" è portarsi dietro un paio di scarpe classiche nere. Attenzione, non troppo costose perchè dopo i primi 4-5 mesi anche le scarpe di migliore fattura tendono a distruggersi a causa del lavoro non proprio di ufficio che vi troverete a fare. Io purtroppo non pensai a questa accortezza e mi trovai disperso in Oxford Street alla disperata ricerca di un paio di scarpe non troppo costose, senza avere alcuna idea di dove trovarle.

5. La camicia bianca.
Stesso discorso vale per la camicia bianca. Anche se a differenza delle scarpe non è così necessario partire con troppe camice bianche. Una volta trovato il lavoro esistono un sacco di posti in cui poter comprare a poco camicie da lavoro. Tuttavia è sempre buono averne con sè un paio.

6. CV
Qualora voi non aveste con voi il portatile è molto importante avere con sè una 50ina di copie del CV tradotte in inglese. Sempre perchè posti in cui fare le fotocopie ed internet point costano una cifra veramente eccessiva.

7. Macchina fotografica.
La macchina fotografica digitale è un altro oggetto importante, non solo per il motivo più classico di catturare immagini e momenti della propria esperienza. Il motivo più importante per il quale consiglio una macchina digitale è a scopo di certificare eventuali danni, luoghi, documenti,etc. Perchè non è raro che il landlord di una casa vi reputi responsabile di guasti o mobili rotti causati da precedenti inquilini (sebbene sappia che non è colpa vostra).

Ovviamente a queste si aggiungono i vestiti e tutte quelle cose necessarie per la propria igiene e salute.

Mentre veniamo a quelle cose di cui proprio potete fare a meno all'inizio.

A. Elettrodomestici di consumo.
Spesso tendiamo a portare con noi un sacco di elettrodomestici che, sebbene in alcuni casi possono rivelarsi utili, spesso occupano solo spazio e peso nei bagagli (l'esempio più lampante è quello del rasoio elettrico, comodissimo, ma per il primo mese si può ovviare con i rasoi classici). Ovviamente ognuno nelle proprie valigie è libero di mettere quello che vuole, ma molti elettrodomestici sono veramente economici a Londra, se proprio avrete l'esigenza.

B. Quantità eccessive di vestiti.
E' giusto avere vestiti sufficienti per essere sempre in ordine e puliti ma consiglio di non esagerare. Per esempio non portate con voi vestiti particolarmente delicati o tutto il set da bagno che la nonna ha cucito per voi.

C. Tutto ciò che dovete comprare per la propria pulizia.
Io consiglio di mettere in valigia solo prodotti che avete già (al di là delle cose che ho consigliato esplicitamente di comprare) perchè spesso è possibile trovare numerose offerte molto convenienti (ad esempio le offerte buy one and get one free).

D. Ricordi di casa.
Mi spiace dirlo, ma per il primissimo periodo anche i più motivati possono cadere nella "saudade" soprattutto quando tutto sembra andare al contrario di come vorreste. Quando vi troverete a pagare una stanza in una casa con coinquilini festaioli che non vi permettono di dormire e magari non capite un'acca di quello che dicono e magari tirate un po' la cinghia mentre tutti gli altri si divertono, la cosa peggiore che potete avere davanti sono i bei ricordi della propria casa, dove magari mamma prepara una succulenta cena e gli amici ti aspettano per il calcetto. Fino a che non si è raggiunto i propri obiettivi primari consiglio di limitarsi alle parole di conforto che si possono raccogliere tramite i social network e qualche telefonata, ma senza esagerare.

Con questo mi sembra tutto. Ovviamente ognuno viene da contesti diversi e con scopi diversi sceglie di muoversi a Londra. Io ho cercato di selezionare alcune cose comuni un po' a tutti. E' ovvio che se uno parte con già la promessa di un lavoro non avrà bisogno della magica camicia bianca, ad esempio.

La prossima volta parlerò di cosa fare non appena scesi dall'aereo a Londra, i primi passi verso la "nuova casa".

giovedì 10 marzo 2011

12 Maggio -La partenza: getting there-

Allora, come già dissi nell'ultimo post io arrivai con un volo EasyJet da Milano Malpensa a London Gatwick. Principalmente presi questa scelta per motivi legati al fatto che ho sempre pensato che le compagnie lowcost fossero il miglior modo di viaggiare... ora non sono più dello stesso avviso... ma veniamo prima di tutto agli aereoporti di Londra.

AEREOPORTI
Londra ha 5 aereoporti principali
Heathrow:
è forse il più grande e conosciuto. Situato nel west London è di sicuro il più comodo ed economico da raggiungere. Ha 5 terminal i quali sono raggiungibili con la metropolitana "Piccadilly Line" tramite 3 fermate durante l'orario di apertura della "tube": Heathrow T.1,2,3 è la prima, Heathrow T4 ed infine Heathrow T5. Per tutta la notte l'autobus notturno N9 vi porterà alla prima e alla terza fermata partendo da Aldwich e attraversando il centro. Generalmente Alitalia parte dal T4 rendendo le partenze "notturne" una piccola odissea, ma se pensate che se possedete una travel card lo potrere raggiungere GRATIS è un bel vantaggio. Qui non atterra nè EasyJet nè RyanAir. Si segnala la presenza di un treno che collega Heathrow a Paddington station, ma non l'ho mai preso in considerazione perchè di sicuro costa di più della metro.
PRO:
  1. a parte il T4 durante la notte, è molto comodo da raggiungere ed economico:
    biglietto della metro:
    cash = 5£;
    oyster peak = 4,50£;
    oyster off-peak = 2,70£.
    Oppure durante la notte il costo di un biglietto del bus:
    cash = 2£
    oyster = 1,80£
  2. Tempo massimo di viaggio per Central London (p.e. Piccadilly Circus): 1h di "tube".
CONTRO
  1. Niente linee lowcost;
  2. Alitalia parte dal T4.
Gatwick:
A sud di Londra si trova quello che forse è il secondo aereoporto della città, Gatwick per l'appunto. Diviso in due terminal, North e South. Qui arrivano i voli di EasyJet ed a breve anche RyanAir possiederà alcuni slot per alcune rotte dall'Italia. All'interno dell'aereoporto trovano posto la stazione degli autobus (in questo caso coach) e quella dei treni.

Per quanto riguarda i coach io ho sempre viaggiato con la National Express che da Gatwick porta a London Victoria Coach Station, sicuramente più cheap del treno ma ci mette di gran lunga di più, anche perchè molto legato al traffico. Due sono le compagnie che portano a Central London da questo aereoporto: National Express, per l'appunto, con destinazione Victoria (ma non solo) e EasyBus con destinazione ad Earl's Court/West Brompton nel west London. Il secondo servizio si presta anche a cifre veramente economiche, fino a 2£ a biglietto mentre il prezzo per il ticket della National Express è di 7,50£ se comprato sul posto 6,80£ se comprato via internet.

Il capitolo treni è più semplice. Esiste un treno dedicato, il Gatwick Express da Victoria Rail Station (costo 16,10 £ se comprato online mentre sul posto dovrebbe essere 17,50£). Poi esistono i treni delle compagnie di trasporto pubblico: la "southern" che ha come terminale la stazione di London Bridge nel South-East e il cui biglietto costa 7£; la First Capital Connect ha un servizio per London Bridge, London Victoria (entrambi 7,90£) e King's Cross (9,40 £) sita nel North London. Il tempo di viaggio in tutti i casi si aggira tra i 40 minuti e l'ora.

PRO
  1. Voli lowcost disponibili;
  2. Un vasto range di destinazioni raggiungibili con i mezzi pubblici.
CONTRO
  1. Costo dei trasporti leggermente più elevato
  2. Un po' difficile orientarsi tra le varie piattaforme e biglietterie, soprattutto se si è un po' a digiuno di inglese.
London City Airport:
situato nell'East London è virtualmente il più comodo in cui arrivare se non che io non sia mai atterrato qui perchè i voli da Milano non sono così tanti. Non ci sono compagnie low cost. Ma come Heathrow è raggiungibile tramite la rete di trasporto pubblico normale. Situato in zona 3 sulla linea DLR (acronimo di Docklands Light Railway) è sicuramente l'aereoporto più centrale. Tuttavia durante la notte (se ci sono voli, non lo so proprio) non esistono bus diretti che colleghino l'aereoporto a Central London. Essendo in zona 3 il costo del biglietto è inferiore che andare ad Heathrow (locato in zona 6): cash = 4£ oyster peak = 2,90£ oyster off-peak = 2,50£

PRO
  1. Veramente centralissimo;
  2. Il più economico di tutti da raggiungere.
CONTRO
  1. Poca scelta di mezzi, se la DLR non funziona rimane solo il taxi...;
  2. No compagnie lowcost.
London Stansted:
Classico aereoporto per le compagnie lowcost, le uniche infatti che vi arrivano. Posto a grande distanza dalla città di Londra è situato a nord-est. Come tutti gli aereoporti posti così lontano e dominati dalle compagnie lowcost presenta una scelta così vasta di possibili mezzi per raggiungere la città che reputo più semplice e più corretto, non avendo esperienza alcuna, rinviarvi al sito ufficiale dell'aereoporto. TO AND FROM STANSTED

PRO
  1. Sinceramente non ne ho mai visti, se non quando le compagnie lowcost fanno quelle offerte per cui il costo aggregato di volo e mezzi pubblici per arrivare dove si vuole non sia realmente competitivo.
CONTRO
  1. Posto a grande distanza dalla città = alti costi di trasporto (8£ mediamente il coach) e lunghi tempi di trasferimento
London Luton:
Stesso discorso fatto per Stansted è valido per Luton situato a Nord Ovest, se non chè è ancora più piccolo del precedente. TO AND FROM LUTON

COMPAGNIE AEREE
Il grande dilemma è sempre lo stesso, volo di linea o lowcost?
Penso che la scelta debba essere personale, tuttavia ci sono alcune considerazioni che vorrei fare.
Nella scelta ci sono giusto 2-3 parametri di cui tener conto.
AEREOPORTO DI ARRIVO
Bisogna innanzitutto tenere ben presente che le compagnie lowcost arrivano principalmente in aereoporti lontani. Mentre i voli di linea hanno come maggiori terminali Heathrow. Ora, nell'articolo precedente ho sottolineato la collocazione geografica degli aereoporti perchè se pensate di alloggiare nell'East London, la scelta di Heathrow sebbene buona, non è la migliora, soprattutto se appena arrivati ci si porta in giro bagagli per 20-30 chili. Valutare bene insomma i collegamenti dell'aereoporto in cui si arriva.
COSTO AGGREGATO = VOLO + COSTI ACCESSORI + TRASPORTO LOCALE
I voli lowcost sono spesso veramente economici, tuttavia la mia esperienza personale mi ha portato a calcolare tutti i costi per bene. Nel mio caso ad esempio RyanAir parte da Orio al Serio, un aereoporto veramente fuori. Risultato: viaggio lungo e biglietto da 7,50 €. Allo stesso modo arrivando in un aereoporto fuori mano bisogna mettere in contro altri 8£ extra. Insomma un 17 € da aggiungere al costo del biglietto. In più le compagnie di linea spesso hanno tutto incluso mentre le compagnie lowcost vi faranno pagare i bagagli da stiva (nel mio caso erano 30€ a bagaglio da stiva)...quindi a conti fatti si va a spendere 60 € di biglietto aereo a cui vanno aggiunti 47 € che rendono il nostro volo lowcost non più così low. Insomma valutate bene se spendere quei 10-20€ in più per un volo di linea.
TRASPORTO BAGAGLI
Come già accennato i bagagli nei voli lowcost non sono inclusi, a parte il bagaglio a mano. Per quanto riguarda quest'ultimo spesso è più fonte di ansia che altro dato il fatto che voi, nell'acquistare un biglietto, spesso accettate una clausola che permette al personale della compagnia aerea di avere il diritto di rifiutare il bagaglio in cabina (e quindi messo in stiva con relativo costo) se non rispetta rigidi criteri di dimensione, spesso assenti per i voli di linea (per i quali è previsto anche il trasporto di accessori personali oltre al bagaglio a mano p.e. l'ombrello, la borsetta, il laptop...). Su questo punto, mi spiace essere categorico ma le compagnie di linea sono molto meglio.

Per stasera mi fermo qua. Il prossimo intervento riguarderà alcuni consigli su cosa portare se l'intenzione è quella di restare per un certo periodo. Ora vi auguro buona notte and take care guys and girls!!

martedì 8 marzo 2011

12 Maggio 2010 -La partenza: la raccolta di informazioni-

DISCLAIMER:
Tutti i consigli dati nel seguente post sono relativi alla mia esperienza personale, questo non significa che la realtà sia necessariamente come da me descritta, nè tantomeno che troviate le stesse difficoltà/opportunità da me incontrate.


Il fu 12 Maggio del 2010 presi l'aereo easyjet che da Milano Malpensa mi portò a Londra Gatwick. I giorni prima di questa per me fatidica data furono spesi nel disperato tentativo di raccogliere informazioni sulla vita a Londra, risparmiare il più possibile ed incontrare affetti, parenti ed amici.

Per quanto riguarda le informazioni la Rete è piena di siti e community di italiani che raccontano la loro esperienza di emigrati temporanei e permanenti, quindi basta armarsi di pazienza e googlare googlare googlare. Che penso sia poi il modo con il quale alcuni di voi Lettori siano arrivati su queste pagine.

Per quanto riguarda il risparmio ognuno parte con i mezzi che ha. Per quanto mi riguarda sono partito con 10 giorni di ostello prenotato e un servizio di assistenza per il lavoro pagato e qualcosa come 400-500£ (per gli amici "pounds") a cui vanno aggiunti altri 400£ della persona che è partita con me. Niente biglietto di ritorno. Su molti siti troverete che la cifra di start up si aggira intorno ai 2000 £, ma per quanto mi riguarda con quella cifra nel primo mese fai il nababbo rischiando di sentirti troppo al sicuro e perdendo risorse e tempo per cercare un buon lavoro.
Personalmente credo infatti che si debba partire dal basso per poi piano piano ricostruirsi, ovviamente dipende da cosa si vuole fare qui a Londra. E' inutile prendere subito una casa in una zona centrale che poi non si potrà mantenere perchè il lavoro che faremo nel migliore dei casi sarà remunerato con il minimo sindacale, in quanto primo lavoro in UK e sempre che non siate dei professionisti (che ne so degli ingegneri, o tecnici di IT...): se arrivate freschi di istruzione superiore e senza una decente (per gli inglesi, non per gli italiani) padronanza della lingua, il range dei lavori fattibili si restringe in lavoro di ristorazione (commis waiter o dishwasher/kitchen porter, team member di fast-food) o alberghiero (housekeeper/cleaner).

RICAPITOLANDO: PRIMA DI PARTIRE
Consiglio n°1: avere la ferma intenzione di spostarsi a Londra per un periodo.
Consiglio n°2: cercare di ottenere il maggior numero di informazioni possibili riguardo a quello che si vuole fare una volta giunti a Londra (lavorare, studiare, università)
Consiglio n°3: mettere da parte risorse sufficienti per stare almeno un mese, il tempo minimo per provare a trovare un lavoro (almeno 500£ extra rispetto ai soldi necessari per un alloggio e il volo, facendo una vita mooooolto economica, poi vi racconterò)
Consiglio n°4: se veramente volete restare, non fare il biglietto di ritorno (tanto qualcuno in Italia che vi presta 50 € per un volo low-cost lo trovate di sicuro).

Per il momento può bastare così. Il mio prossimo intervento sarà focalizzato sui voli che dall'Italia portano a Londra, sulla mia esperienza personale e su quali, con il senno di poi sono le cose che salvo e quelle che cambierei.

Vi auguro una buona notte.

lunedì 7 marzo 2011

Rieccoci online

Il B@rdo ritorna online con questo nuovo blog che risorge dalle ceneri de "La stanza del Bardo" dal quale verrano riproposte le migliori riflessioni e verrà utilizzato come sito centrale di un network di due-tre blog da me gestiti che cercheranno di coprire in maniera esauriente diversi aspetti delle mie riflessioni. Quindi presto inizieremo con il racconto del mio arrivo a Londra, oramai quasi 10 mesi fa. Ad ogni racconto cercherò di far seguire alcuni consigli pratici e qualche buon sito che io stesso ho utilizzato per informarmi.

Attorno a questo blog vorrei riprendere l'esperienza de "La stanza del Bardo" ma nella maniera più pura dell'idea originaria... purtroppo dopo poco quell'esperienza naufragò in un contenitore di tutti i miei sentimenti e pensieri abbandonando l'idea originale di un romanzo in divenire.

Ora vi auguro una buona notte, dall'appartamento londinese!!

giovedì 4 dicembre 2008

Perdonare: gli altri e noi stessi.

Io credo fortemente che quello che distinguo l'uomo dagli animali non sia l'intelligenza, ma il perdono.
Vorrei trattare un sacco intorno al valore del perdono, di quanto questo sia allo stesso tempo innalzato come valore fondamentale e dimenticato quotidianamente nelle proprie relazioni interpersonali.
Ci sarebbe anche da trattare sul fatto che se è difficile farsi perdonare dagli altri è pressochè impossibile perdonare sè stessi (ed infatti difatto di questo ho parlato, scusate ma ho scritto a braccio o sotto impulso di scrittura istintiva). Noi stessi siamo il nemico primario di noi stessi.
Passiamo le ore a rimuginare sulle cose che abbiamo sbagliato e non facciamo niente per cambiarle. Non ci si prova neanche. Ci si abbandona dinnanzi al nostro essere "abbietto" e lo si utilizza come scusa.
Nel libro che sto leggendo e da cui è tratto il racconto sopra il protagonista, Richard, viene portato in una terra in cui le persone vengono indottrinate nella credena che l'essere umano è corrotto e in quanto tale non possa essere degno di vivere liberamente ma viene ingabbiato in un'apparato sociale rigido in cui l'arte è utilizzata solo per illustrare la natura corrotta dell'uomo.Risultato:la gente perde la voglia di vivere e di coltivare le proprie capacità personali flagellata dalla propria natura di peccatori imperfetti.

Spesso questa è la situazione che viviamo interiormente. Siamo bravi a dispensare consigli e parole agli altri ma poi quando ci guardiamo dentro siamo incapaci di vederci con gli occhi clementi con cui possiamo (raramente ma possiamo) guardare gli altri. Il sè ci dice che siamo egoisti, cattivi, non abbiamo fatto la cosa giusta e non andiamo più avanti. Rimaniamo fermi ad aspettare che le cose cambino, accadano...

Altro elemento del perdono: gli altri.
Spesso gli altri si ergono a palidini di una situazione quando non sanno praticamente niente di quelle che le persone stanno vivendo. Lo facciamo tutti, lo faccio io che scrivo e lo fate voi che leggete.Tutti. Quando in realtà i problemi tra le persone devono rimanere nel chiostro sacro delle persone coinvolte, anche quando una di queste si decide a chiedere consiglio o a cercare sfogo. Siamo sempre bravi a dispensare giudizi, però poi la nostra situazione è sempre un qualcosa di diverso, un'eccezione, che gli altri non sono in grado di giudicare.

Il perdono è fondamentale sia darlo che riceverlo. E' ciò che veramente ci fa essere umani. Non credo che gli animali sappiano cosa sia il perdono. Non mi sembra di aver notizia di avvenimenti di questo tipo. Se qualcuno dovesse venirne a conoscenza me lo dica perchè mi sarò sbagliato (una volta più o meno non mi ferisce l'animo, no problem^_^).

Insomma, forse non vuol dire niente tutto quello che ho detto...però ci tengo a puntare l'accento sul fatto di non crocefiggerci quando sbagliamo perchè ci pensa comunque già il mondo. Quindi decidiamo che cosa fare...rimediare all'errore o perseverare in esso. Ma prima facciamo un atto di perdono verso noi stessi altrimenti non arriveremo da nessuna delle due parti. E allora sarà quello il vero errore.

Il B@rdo.

Allego un piccolo brano, un dialogo che mi ha colpito di un libro che sto leggendo.

La fila era ferma perchè il ufnzionario non stava ricevendo nessuno. Nicci non sapeva se dava udienza ai cittadini solo in momenti particolari. L'unica scelta che avevano era di rimanere in coda. La mattina continuò senza che la fila si muovesse di un centimetro. Dietro di lei, la folla aumentava.
"Non c'è bisogno che aspetti con me, Kamil" disse Nicci a bassa voce, dopo diverse ore. "Puoi tornare a casa."
Gli occhi del ragazzo erano rossi e gonfi. "Io resto." Sembrava molto sfiduciato. "Mi preoccupo per Richard" aggiunse, in un tono che sembrava tanto un'accusa.
"Anch'io mi preoccupo per lui, perchè pensi sia qui?"
"Sono venuto perchè ho paura per Richard e non so cos'altro fare. TUtti gli altri erano al lavoro o facevano la coda per il pane." Kamil si girò e si appoggiò contro la parete "Non credo che ti preoccupi per lui, ma non sapevo cos'altro fare."
Nicci spostò una ciocca di capelli sudati dalla fronte "Non ti piaccio,vero?"
Il ragazzo evito di guardarla negli occhi. "No."
"Ti dispiace se ti chiedo perchè?"
Kamil si guardò ripetutamente intorno per vedere se qualcuno stava spiando, ma tutti erano troppo immersi nei loro problemi.
"Sei la moglie di Richard, però l'hai tradito. Hai portato Gadi nella tua stanza. Sei una puttana."
Nicci battè le palpebre sopresa di quanto aveva sentito. Kamil si guardò di nuovo intorno e continuò.
"Nessuno di noi si spiega come mai un uomo come Richard stia con una come te. Tutte le donne che vivono nella casa e non hanno un marito, e anche quelle delle altre case, mi hanno detto che al posto tuo non sarebbero mai andate a letto con un altro uomo. Tutte mi hanno detto che non capivano come mai avessi fatto quello a Richard. Erano molto tristi per lui, ma Richard non ha voluto ascoltarci."
Nicci si girò. Non riusciva a sopportare il disprezzo negli occhi del ragazzo che l'aveva definita in quella maniera, anche se lo riteneva giusto.
"Non capisci la situazione" sussurrò.
Vide con la coda dell'occhio Kamil che scrollava le spalle. "Hai ragione. Non capisco. Non capisco come una donna possa fare una cosa tanto brutta a un marito come Richard, che lavora duro e si prende cura di lei. Per fare una cosa simile devi essere una persona cattiva che non si preoccupa del marito."
Nicci si accorse che stava piangendo. "Mi preoccupo di Richard più di quanto tu possa pensare."
Kamil non rispose. Lei si girò. Il giovane stava rimbalzando ritmicamente contro il muro. Era troppo arrabbiato per guardarla negli occhi.
"Kamil, ricordi quando siamo arrivati nella stanza?"
Lui annuì continuando a non fissarla.
"Rammenti quanto siete stati crudeli tu e Nabbi? Ricordi che lo avete minacciato e insultato con il coltello?"
"Ho commesso un errore" ammise il giovane, e sembrava sincero.
"Anch'io ho fatto un errore, Kamil." Nicci non si stava preoccupando di nascondere le lacrime, perchè metà delle donne in quella stanza stava piangendo. "Non posso spiegartelo, ma io e Richard abbiamo avuto una discussione. Ero arrabbiata con lui e volevo ferirlo.Mi sbagliavo. Ho fatto una cosa stupida. Ho commesso un terribile errore."
Tirò su con il naso e lo tamponò con un fazzoletto. Kamil la fissò di sottecchi.
"So che non è lo stesso genere di errore che avete fatto tu e Nabbi, ma è sempre un errore."
"Non desideri Gadi?"
"Gadi mi fa venire il voltastomaco.L'ho usato solo perchè era arrabbiata con Richard."
"Ti dispiace?"
"Certo che mi dispiace."
"Non ti arrabbierai e lo rifarai con un altro uomo, vero?"
"No, ho confessato a Richard che mi ero sbagliata, che mi dispiaceva, che non avrei più rifatto una cosa simile, ed ero sincera."
Kamil riflettè su quanto aveva appena sentito, osservando una donna che scuoteva un bambino per il braccio.Il piccolo continuava a piangere perchè voleva essere preso in braccio. La madre gli sussurò qualcosa e il bambino smise di piangere, ma tenne il broncio.
"Se Richard ti ha perdonata, allora posso farlo anche io. E' tuo marito. Siete voi che dovete chiarirvi." Le toccò un braccio "Hai fatto davvero un brutto errore, ma è finita. Non piangere più, ci sono cose molto più importanti adesso."
Nicci sorrise nonostante le lacrime e annuì
Tratto da "La fratellanza dell'Ordine" di Terry Goodkind

domenica 25 novembre 2007

Qoelet 3, 1-8

1Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

2C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.

6Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.



Quanto uno spettacolo comico può aprire la mente?
Beh, ieri sera la chiusura dello spettacolo di Gioele Dix che raccontava la Bibbia "a modo suo" è stata fatta usando il brano di cui sopra. Momento di grande recitazione, direi. Ma mi ha dato uno spunto per riflettere (tenendo conto che Gioele Dix sa un sacco di cose che io non sapevo e mi ha lasciato piacevolmente sorpreso).

C'è un tempo per tutto, e prima o poi tutto verrà. Dio stesso contempla l'esistenza delle cose buone e delle cose brutte, e affida questa riflessione ad uno dei libri più "strani della Bibbia", esattamente quel libro che inizia con "Vanità delle vanità, tutto è vanità".

Ora io non sono un biblista e ho qualche scampolo di ricordo degli insegnamenti del Don Rossano su questo libro. E direi anche che è da un po' di tempo che io non mi prendo la Bibbia e medito su un passo (e anche quando lo facevo era più una rarità che una regola). Però questo passaggio mi ha riempito il cuore, perchè prevede per ogni cosa il suo tempo, anche per quelle cose che solitamente si ritengo contro il buon modo di comportarsi.

Perchè accanto al tempo di amare, di guarire, della pace, di serbare (che nella versione di ieri sera era di conservare) c'è il tempo di odiare, di uccidere, della guerra, di buttar via (che nella versione di ieri sera era di sperperare). Ma come? La Sua Parola prevede anche queste cose, che comunemente rifiutiamo. Io penso che non ci sia niente di più bello di questo perchè forse Dio che tutto vede e tutto sa, sa meglio di noi la nostra natura, e sa, e prevede, che siamo fallaci, che nella nostra vita ci sarà di sicuro un tempo per cui odieremo, che potrebbe esserci un periodo in cui "uccideremo" qualche persona a noi vicina, un periodo in cui sarà salutare lo sperperare. E per questo l'uomo non sarà giudicato.

Tante volte mi piace pensare che il fatto che ci abbia creato a sua immagine e somiglianza sia proprio perchè anche Lui alle volte, nella sua immensità, abbia commesso qualche errore e, in virtù di questo, possa capire che è nell'errore stesso la punizione che ognuno si trova a patire e che quindi non ci vuole un giudice che per forza ci giudichi, perchè noi stessi, anche se magari siamo atei, nel profondo dell'anima ci puniamo per i nostri errori.

Sempre nello spettacolo di ieri sera si parlava di un Dio che ama la risata (tanto che Isacco sembra voglia dire "figlio di una risata", su wikipedia viene tradotto con "Egli ride") e non punisce nemmeno la risata irriverente di Sara che quando Dio annuncia ad Abramo la sua futura paternità ride della Parola di Dio. Eppure, nonostante Lui ammonisca la già citata Sara che per lui nulla è impossibile, non la punisce. Anzi le conferma il dono del figlio. Molte interpretazioni potrebbero attribuire questo episodio alla sua immensa misericordia, invece a me piace pensare che Dio si sia messo a ridere con Sara perchè anche lui si è reso conto di aver detto una cosa che probabilmente oggi potremmo etichettare come una "barzelletta" e con lei ride per la sua gioia.

Tutto questo non è nient'altro che una mia riflessione, non vuole essere la VERA interpretazione della parola di Dio, ma semplicemente un pensiero come un altro su uno dei libri fondamentali per la vita spirituale di un uomo, per tale dev'essere presa.

Un saluto a tutti,
IlB@rdo